La progettazione grafica ha sempre accompagnato e sostenuto la nascita della civiltà moderna, assegnando nuove finalità alla comunicazione visiva. Al contempo si è rivelata linguaggio essenziale per comprendere la passata e la contemporanea società della comunicazione di massa, nella quale la divulgazione seduttiva ha lasciato ampio spazio a quella universalmente informativa.

Universal design o progettazione per la collettività, ha un forte legame con la grafica del dissenso, produzione che aveva l’obiettivo di denunciare azioni e comportamenti dannosi per l’uomo, le relazioni e il suo ambiente.

Oggi, vista la precaria salute del pianeta, è quasi un obbligo parlare di tutela ambientale, anche se questa esigenza comunicativa nasce molti anni fa, quando numerosi progettisti raccontavano le medesime “storie” con manifesti contro l’inquinamento acustico, la “salute dei mari” e la radioattività. Erano gli anni 70 del novecento, la comunicazione era stampata e primeggiavano immagini comprensibili a qualunque tipologia di target e fruitore.

Cosa è cambiato? La salute del pianeta è maggiormente compromessa ed è apparsa una paladina mondiale di nome Greta che porta avanti la causa contro l’inquinamento attraverso contemporanei strumenti comunicativi. Per sostenerla, da tutte le parti del mondo si “sono alzate” innumerevoli persone e anche se la storia sarebbe molto lunga e interessante, non è di questa che parleremo. Abbiamo deciso di raccontare di un intento, trasformato in azione: nel 1986 nel Comune di Loiano, località dell’appennino bolognese, un gruppo di persone ebbe il desiderio di sollecitare nella popolazione e nei giovani locali, una maggiore coscienza ecologica. Un gruppo di persone fra i 20 e i 50 anni di età, decise di organizzare “Viva il Verde”, una staffetta podistica che testimoniasse la vocazione ambientale della comunità. Il mezzo di comunicazione che fu scelto era il corpo, collegabile con la performance art e quello che oggi viene definito marketing esperienziale.

I partecipanti all’iniziativa mandarono in maniera del tutto volontaria e senza nessun vincolo con associazioni o partiti politici, un messaggio sociale e itinerante, lungo quasi 400 km. Lo start avvenne dalla città di Roma e mediante una corsa collettiva, giunse a Loiano. La missione “Viva il verde” fu ripetuta nel 1996, dieci anni dopo, e vi parteciparono tutti i podisti della prima edizione.

Nel 2019, a distanza di 23 anni dall’ultima edizione, lo staff “Viva il Verde” si è arricchito di nuovi giovani ed è tornato a ripercorrere l’itinerario storico, realizzando 400 km in 36 ore.

All’impresa sportiva sono state affiancate iniziative che hanno coinvolto cittadini, il mondo delle associazioni, le istituzioni e i mass media, in modo da rendere maggiormente tangibile l’azione concreta intrapresa. Tali attività sono state testimonianza del passaggio di testimone ai successori.

L’iniziativa ha portato ad alimentare la “cittadinanza attiva” e a valorizzare il territorio locale: agisci localmente, pensa globalmente e cambia interiormente.

La buona pratica “Viva il Verde” si sta evolvendo in altre modalità di sensibilizzazione e per lasciare un patrimonio a chi verrà dopo, è in corso la realizzazione di una pubblicazione a cura di giovani menti affiancate dall’esperienza di adulti smart e cooperativi. Il futuro diario di viaggio “Viva il Verde” unirà il linguaggio dello storytelling all’interattività tecnologica, in modo da poter essere uno strumento informativo utile e piacevole per molteplici destinatari.

  • E voi che leggete, avete mai pensato di poter lanciare un’iniziativa?
  • Avete il desiderio di migliorare voi stessi e di conseguenza il vostro ambiente?
  • Numerose sono le aziende, i liberi cittadini e i collettivi che si stanno attivando per le buone pratiche comuni.
  • Avete mai pensato di misurare la qualità delle vostre idee?
  • Mediante l’aiuto delle pratiche di ricerca è possibile testare a quali risultati potrebbe portare un cambiamento strategico, comunicativo o di pensiero.

 

L’Istituto di ricerca Brix Smart Research offre INNOVATION NEXT, uno strumento da utilizzare per testare il gradimento di un nuovo prodotto, di un nuovo servizio, o per raccogliere le opinioni di fronte a un cambiamento e una innovazione.

Si impiega sulla clientela acquisita o potenziale per:

  1. testare il gradimento di nuovi prodotti o servizi introdotti
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Una sorta di paracadute per poter generare valore nella società, dal costo inferiore di uno smartphone di ultima generazione. Ora non resta che immaginare, volere e agire: sogni nel cassetto, se lasciati lì, fanno la muffa.

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 Articolo a cura di Fabiana Ielacqua – redazione Brix Smart Research