Lo staff Brix Smart Research, poliedrico e competente in molteplici discipline, ha sempre sostenuto che una buona cultura del progetto deve essere supportata da investimenti nel settore didattico e universitario. A tal proposito vi informiamo che presso IAAD Univeristy of Design, all’interno del corso di laurea in Textile & Fashion Design, è stata affrontata la tematica delle ricerche di mercato mediante lecture e workshop. Insieme alla Professoressa di Marketing della moda, gli studenti del secondo anno sono venuti a conoscenza di istituti di ricerca, raccolta e analisi dati, sperimentando alcune modalità di affiancare le strategie marketing ad attività di presentazione e divulgazione dei medesimi.

Tra le realtà nazionali e locali che si occupano di ricerca di mercato, gli studenti di IAAD hanno scoperto i servizi Brix Smart Research, arrivando a riconoscerne la loro caratteristica smart e modulare, oltre che la loro utilità. Mediante un’analisi dei dati guidata, ogni studente ha realizzato veri e propri report sul settore moda; materiale che arrivato alla nostra redazione, ci ha piacevolmente sorpresi.

Oggi vi parleremo di Eleonora Bartolini, “neo ricercatrice” che ha affrontato il problema del fast fashion.

Bartolini sostiene che una delle maggiori cause di inquinamento ambientale è il fast fashion, business di capi di abbigliamento a basso costo che seguono rigorosamente le mode del momento. Eleonora ha scoperto che per offrire ai clienti molteplici modelli di abbigliamento al minor prezzo sul mercato, la maggior parte delle aziende opta per una produzione politically INcorrect nei confronti dell’ambiente stesso.

Tra le politiche del lavoro dannose segnaliamo che:

  • l’attività di emissione dei gas serra, atta a produrre fibre sintetiche delle quali la più diffusa è il poliestere, ammonta a 700 Mld di kg annui;
  • l’uso costante di PVC peggiora ogni giorno l’inquinamento dei mari causando la morte di 100.000 animali marini;
  • l’aumento di 92 milioni di tonnellate di rifiuti solidi annui deriva da questo business, oltre che il 20% dello spreco mondiale di acqua (20 mila litri annui per kg).

Soluzioni?

Selezionare maggiormente siti e negozi dai quali acquistiamo frequentemente.

Come buona pratica citiamo la realtà imprenditoriale WEEKDAY, marchio svedese sotto il gruppo HnM, produttore di capi eco-sostenibili a costi accessibili e contenuti.

Le iniziative più importanti del brand sono:

  • utilizzo materiali riciclati o resti di tessuti a cui viene data una nuova vita, come nella collezione Recover del 2019 fatta al 100% di materiali da riciclo;
  • riduce ogni anno l’uso di plastica puntando per il 2025 di eliminare tutti i packaging inutili in PVC;
  • riduce gli sprechi d’acqua utilizzando materiali riciclati che dimezzano l’utilizzo di H2O a favore della produzione di materiali vergini;
  • minimizza l’emissione di CO2 attraverso l’accurata scelta dei materiali e il miglioramento dell’efficienza energetica in uffici negozi;
  • utilizza solo una lista ristretta di agenti chimici rinunciando a molti materiali artificiali come il poliestere.

Questa ricerca insegna che il cambiamento climatico può partire anche dal nostro armadio di casa: da un mutamento di consapevolezza è possibile sostenere in maniera responsabile solo le aziende che vogliono il meglio per il cliente e per l’ambiente.

Nei prossimi articoli proseguiremo con i numerosi report giunti in redazione.

Tra i tanti segnaliamo quello di Matilda Dotti, figura che ci porterà a conoscere Modateca Deanna, meraviglioso archivio storico considerato un centro Internazionale di documentazione per la moda e Isotta Canapieri, con il lavoro legato alla figura femminile nell’industria dell’arte.

Questo è solo un assaggio di tutti i progetti raccolti da Brix Smart Research a sostegno del settore ricerca e innovazione. Brix offre diversi strumenti di ricerca che permettono di consultare ricercatori ed esperti grazie alla sua affidabilità e varietà di prezzo. 

Per maggiori informazioni è possibile contattare gli esperti Brix al seguente indirizzo e-mail: info@brix-research.com

 

Articolo a cura di Fabiana Ielacqua – redazione Brix Smart Research