La vendita on-line è una sorpresa continua. Gli ultimi dati ricerca raccontano che i consumatori on-line sono sempre più propensi ad acquistare in rete a e pagare di più il prodotto, purché questo possa arrivare a casa loro nel tempo più breve possibile. I desideri dei consumatori, ancora una volta, superano la ragione.

Ci spieghiamo meglio. Da Milano agli USA stanno aumentando i consumatori che acquistano on-line con l'interesse di ricevere la merce il giorno stesso, il giorno stesso ma all'orario più comodo o in alternativa, solo nel weekend. Queste richieste risultano alquanto pretenziose e inumane. Purtroppo, rapiti dal desiderio di avere la merce in tempi celeri, si dimentica che dietro queste realtà esistono delle persone. E spesso, troppo spesso, queste persone non vengono valorizzate.

Comprando un prodotto con pretese di consegna da bambini capricciosi si mette in moto un circolo vizioso: alimentando queste catene di monatggio, gli esseri umani che vi lavorano all'interno sono costretti a correre tra scatoloni e codici a barre, perdendo dignità e consapevolezza della loro persona. Questa ricerca ci mostra che seppur l'uomo ha realizzato tante innovazioni, non ha sviluppato in parallelo quello che si chiama buonsenso. Si cerca una maggiore flessibilità e qualità nelle consegne, senza pensare alla vita professionale delle persone che si trovano dietro le quinte, tra magazzini e scaffali.

Un esempio arriva da Dropoff, startup statunitense specializzata in consegne same-day. Questa realtà imprenditoriale sottolinea che nel 2018 il 43% degli americani si aspettano una opzione same-day nel checkout del negozio online dal quale comprano e questa percentuale sale al 50% considerando i Millennials. "Velocità" al primo posto, seguita da "flessibilità", con un 54% di richieste volte ad ottenere la libertà di selezionare precise finestre di consegna.

Tantissimi giornalisti hanno realizzato interviste, documentari e "pillole di realtà in video" sulla qualità dei lavoratori che stanno dietro a un servizio e-commerce. Eccone un esempio:

E in Italia? In Italia siamo in pari. Le consegne last-mile sono sempre più diffuse e i consumatori, quando indicano le criticità del servizio, lamentano: scomodità, 37% (i corrieri passano sempre quando non sono in casa, la finestra di orario di consegna è troppo ampia e non rispettata, fanno solo orari d'ufficio), sfiducia, 29% (i corrieri fingono di essere passati anche se non è vero, lasciano il pacco senza suonare il citofono), lentezza, 19% (differenza tra il giorno di consegna stimata e la consegna reale) e rischio sul valore, 15% (il pacco è rotto o smarrito). Purtroppo, questo trend in continua crescita dimostra che è sempre più frequente l'opzione della fascia di consegna sotto le 3 ore!

Sociologia e antropologia insegnano che i mutamenti della società partono sempre dal pensiero ma ci vogliono tempi ben più lunghi per vederne gli effetti a livello di comportamenti di consumo. Forse, questo tempo è già passato e siamo in piena follia da acquisto e da richieste di acquisto. Non ci rimane che una domanda?

Quando, è iniziato tutto questo? A seguire: come mai non siamo stati capaci di fermare questa follia consumistica? Sarebbe interessante fornire delle risposte a noi stessi e al genere umano. Come Brix Smart Research siamo pronti a mettere i nostri servizi di ricerca a disposizione per questa operazione: la ricerca Brix è semplice, economica e con l'obiettivo di rendere le informazioni accessibili a tutti. Questa ci sembra una buona causa per mettere in gioco il nostro team e i nostri pacchetti ricerca.

Chi ha voglia di unirsi? Ora è il momento per farsi avanti!