A luglio vi abbiamo parlato del turismo balneare e delle trasformazioni che ha subito nel tempo; ad agosto vi raccontiamo delle alture montane ricche di bellezza e storia, in opposizione con le coste alte e rocciose o basse e sabbiose. La nostra ricerca sul campo, affiancata a letture di settore come The Discover Blog, ci ha permesso di constatare un forte aumento di interesse nei confronti di un turismo che inserisce l’uomo e il paesaggio al centro della scena.

Il modo di fruire del tempo libero e la pianificazione delle vacanze è in continua evoluzione ed oggi vince la lentezza.

Ci spieghiamo meglio.

Pare che il trend di fare vacanze in luoghi lontani e in modalità “fast & furious” non sia più sinonimo di felicità. Oggi si predilige un turismo a passo lento, mediante il quale godere delle bellezze naturali con la giusta calma e consapevolezza. Lo stesso Dario Franceschini, ex ministro dei Beni culturali e turismo, aveva già parlato di questo trend con la presentazione dell’Atlante digitale dei cammini, nuovo portale del Mibact dedicato a chi vuole viaggiare in modalità slow.

“Come il 2016 è stato l’anno nazionale dei cammini, il 2017 l’anno nazionale dei borghi e il 2018 l’anno del cibo italiano, il 2019 sarà l’anno del turismo lento”, aveva dichiarato.

Il termine turismo lento è anche un differente modo per dire “turismo sostenibile”.

La montagna è anche il luogo ideale per ritrovare quell’equilibrio che in città è difficile mantenere ed è il luogo da cui partire alla scoperta delle bellezze della natura e delle tradizioni. Borghi, sentieri, paesaggi e artigianalità sono i punti di forza che hanno permesso al nostro paese di essere ancora tra le nazioni più visitate al mondo.

Sempre Franceschini:“Il 2019 anno del turismo lento sarà un ulteriore modo per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative, dai treni storici ad alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo. Investire sul turismo sostenibile”, aveva concluso, “è una strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà. Una strategia fondamentale per governare la crescita dei flussi turistici che ci attendiamo per i prossimi anni”.

Il turismo lento è anche un modo per fare vacanza low cost. Un esempio sono le seconde case, locations che dal Piemonte alla Lombardia sono state riaperte per ospitare turisti e villeggianti occasionali, ma è anche un modo per usare “la macchina del corpo umano” per spostarsi, evitando l’utilizzo dei meno faticosi mezzi di trasporto dalla maggiore capacità di inquinamento. Riders, bikers e gli amanti del trekking sanno bene che le distanze percorse e le mete raggiunte attraverso muscoli e forza di volontà, hanno un sapore notevolmente differente rispetto dagli spostamenti effettuati in modalità meccanica.

Cosa emerge dalla ricerca svolta?

Le famiglie, soprattutto le “famiglie giovani”, amano vedere ogni giorno un luogo diverso, alternandosi tra panorami da scoprire, passeggiate nella natura e all’interno di centri storici. Questi momenti sovente vengono condivisi con il popolo dei social mediante post e stories sugli account Instagram. Aumenta quindi il turismo familiare lento e allo stesso tempo vivace.

Aumentano le staffette ambientali simbolo di responsabilità sociale, mediante le quali i cittadini sono promotori e divulgatori di buone pratiche legate alla cura dell’ambiente. Un esempio è Viva il Verde, staffetta ambientale svoltasi a metà agosto che ha coinvolto cittadini e amici del comune di Loiano, località in provincia di Bologna, in una “Roma-Loiano” a passo di corsa. 36 ore e 400 chilometri per portare un messaggio culturale legato alla sensibilità ambientale a innumerevoli persone e rappresentanze comunali.

Aumenta la voglia di rompere i campanilismi, cercando, soprattutto tra i semplici cittadini, di lavorare in unità. Tra le varie regioni italiane ci soffermiamo sul Piemonte, conosciuto per le infinite eccellenze enogastronomiche. Ogni prodotto tipico rende famoso il territorio dal quale proviene e pertanto, anziché fare la “guerra” tra produttori, nelle montagne piemontesi stanno crescendo consorzi e attività di collaborazione per una crescita e una promozione collettiva del territorio.

La migliore relazione, si costruisce in maniera bilaterale. Per tutte le realtà e gli imprenditori che desiderano misurare quanto il cliente sia soddisfatto rispetto alla relazione con l’azienda, consigliamo di provare a fare ricerca su se stessi mediante Best Relation Set, un modulo di ricerca di Brix Smart Research che indica il livello di fidelizzazione e il coinvolgimento del cliente con il brand. Si impiega sulla clientela acquisita (clienti attivi o dormienti) per valutare e misurare:

  1. il livello di soddisfazione del cliente nel tempo
  2. la percezione dell’azienda da parte del cliente fedele
  3. la capacità dell’azienda di gestire la relazione con il cliente
  4. l’evoluzione del rapporto con il cliente

Per chi fosse interessato ad ottenere informazioni dirette dagli esperti Brix, è possibile scrivere al seguente indirizzo e-mail: info@brix-research.com

 

 

Articolo a cura di Fabiana Ielacqua – redazione Brix Smart Research