Oggi Brix Smart research vi parla del mercato del settore farmaceutico, in continua crescita anche con i prodotti equivalenti. Il trend nel 2017 è stato positivo e la stessa situazione si sta proponendo anche nel 2018. Un incremento lento ma costante ha portato ad un risultato di 1,6 miliardi di euro, il 7,3% del valore totale del settore, pari a 22,7 miliardi di euro.

 

                                                       

Questa crescita non accomuna tutti. Ci spieghiamo meglio: l'Italia è divisa in due. I cittadini delle “ricche” regioni del Nord sono più propensi a scegliere il farmaco generico, che ha un prezzo nettamente inferiore rispetto all'originale, quelli delle regioni del Sud, che hanno un reddito medio inferiore, continuano a preferire i medicinali brand e a pagare il differenziale di prezzo. Paradosso o scelta consapevole?

Questo è il quadro del mercato presentato da Iqvia, società di studi globale specializzata nell'Healthcare. Gli stessi dati sono stati confermati anche da Assogenerici.

Lo sapevate che i dati pubblicati di recente e in assoluta anteprima su Sanità24-Il Sole 24 Ore ci raccontano che il mercato degli equivalenti è a quota 7,3%? Le classi dei farmaci no logo sono 4: A, C, H, Sop-Otc. La loro copertura è di 24,3% dei volumi del mercato totale nei tre canali di distribuzione, ospedale, distibuzione per conto e farmacia. La restante fascia di mercato definita con il 75,7%, è coperta dai farmaci branded. Rientrano in questa categoria sia i farmaci  con brevetto che gli off -patent.

La quota a valori dei farmaci equivalenti è pari al 7,3%: per il canale ospedaliero la valorizzazione è al prezzo medio d'asta, per la farmacia è al prezzo ex-factory mentre la Dpc è valorizzata a prezzo base d'asta.

Da il Sole 24 Ore
"La quota degli equivalenti nei vari canali è cresciuta in modo simile, con piccole differenze: in ospedale il market share è passato dal 21,4% del 2016 al 22,4% nel 2017; passa dal 18,6% al 20,1% la distribuzione per conto, ovvero l'erogazione da parte delle farmacie territoriali per conto delle strutture sanitarie; in farmacia la quota di equivalenti rispetto ai branded passa dal 20,7% del 2016 al 21,5% del 2017. Il trend è in costante salita negli ultimi cinque anni.
In farmacia, i medicinali no-brand passano da una quota di 18,4% a volumi del 2013 al 21,5% del 2017. La fetta maggiore nel canale retail è coperta dai farmaci di fascia A (a carico totale o parziale del Sistema sanitario nazionale e con obbligo di prescrizione) che coprono l'89,2% a volumi, seguiti a distanza dai medicinali di classe C (a totale carico del cittadino e con obbligo di ricetta) a quota 9,5%. Ultimi i farmaci di automedicazione, che coprono l'1,3% del mercato degli equivalenti in farmacia."

 

Segue un'infografica che rappresenta il mercato farmaceutico nell'anno 2017
Quota, a volumi, dei farmaci equivalenti rispetto a branded (coperti da brevetto + off - patent). L’analisi considera il mercato totale sui 3 canali (Ospedale, DPC, Farmacia) - tutte le classi (A,C, H, SOP/OTC registrati. Fonte IQVIA

 

Infografica dei farmaci equivalenti nel canale farmacia, anno 2017
L’analisi considera la quota di farmaci equivalenti sul mercato totale nel canale farmacia - tutte le classi (A, C, H SOP/OTC registrati). Fonte IQVIA

 

Nove regioni del Centro Nord registrano una penetrazione degli equivalenti in farmacia superiore al 21%. Quattro regioni del centro tra il 19% e il 21% e il Sud con quote di mercato al ralento, inferiori al 19 per cento. “Permane un significativo divario a livello territoriale nell'utilizzo dei farmaci equivalenti”, sottolinea Sergio Liberatore, amministratore delegato di Iqvia. “Paradossalmente, le regioni del Sud presentano livelli di penetrazione dei farmaci equivalenti inferiori rispetto alla media nazionale, nonostante il fatto che in tali regioni il reddito pro-capite sia più basso. Questa circostanza dovrebbe incentivare il ricorso all'equivalente che costa meno.

Lo sapevi che sono i cittadini di condizione economica medio-alta a richiedere proattivamente l'equivalente?

“Visto il continuo innalzamento dell'età media – conclude Liberatore - e il relativo aumento delle patologie croniche, va ricordato che il ricorso alla prescrizione e all'utilizzo dei medicinali equivalenti consente di rendere accessibili farmaci altrettanto validi a un più ampio bacino di pazienti”. Un gap che non muta “ormai da molto tempo - segnala Assogenerici - che trova le sue cause in motivazioni culturali e di diffidenza, che permane, verso i medicinali equivalenti. Che coinvolge sia i pazienti che la classe medica. Ci sono iniziative molto utili, come la campagna di informazione “Io Equivalgo” che da tre anni è promossa da Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato. Un'azione che andrebbe incrementata anche a livello istituzionale, sia regionale, sia nazionale. La priorità dovrebbe essere quella di sfatare i pregiudizi”.

La ricerca di oggi è fedele al report de Il Sole 24 Ore. La ricerca di oggi è semplice, come Brix Smart Research.

Per info: info@brix-research.com - https://www.brix-research.com/ 

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