Di questa notizia si è parlato diversi anni fa, poi il silenzio. Grazie al lavoro svolto dai ragazzi della scuola Salesiana di Bologna, vincitori del contest Brix Smart Research, abbiamo riflettuto su una serie di "Lo sapevi che..." molto interessanti. Il nostro compito è quello di condividere queste informazioni ed effettuare ulteriori analisi di approfondimento. Oggi parliamo del "caso e-mail" e del loro inquinamento. A seguire, troverete una semplice infografica con il nostro testimonial, Mr. Zoom, che ci racconta a livello numerico quante e-mails vengono generate ogni giorno.

Numeri importanti. E se vi dicessimo che questi 40 milioni di e-mails spediti ogni 60 secondi, incidono in maniera preponderante sul consumo di energia, e di conseguenza, su inquinamento ed emissione di gas effetto serra? Ebbene sì. Anche la comunicazione via rete è fonte di inquinamento.

Siamo connessi con il nostro pianeta in ogni momento e la comunicazione virtuale produce effetti tutt'altro che irreali. L'Agenzia francese per l'ambiente e la gestione dell'energia ci comunica che una e-mail da 1 megabyte emette circa 19 grammi di CO2. Nel dato fornito si tiene conto anche del consumo energetico del pc o supporto elettronico e dei server coinvolti nel traffico. Arriviamo quindi a degli emsempi, per essere più comprensibili.

Un'azienda con 100 dipendenti che inviano in media 33 messaggi di posta cadauno al giorno, per circa 220 giorni all'anno, produce all'incirca 13,6 tonnellate di CO2, equivalenti a 13 viaggi andata e ritorno Parigi-New York. Le cifre crescono esponenzialmente se si considera che, secondo le stime degli analisti di Radicati Group, nel mondo ogni giorno si scambiano oltre 190 miliardi di email.

       Piccoli step da seguire per il corretto utilizzo dello strumento e-mail:

  • avere chiaro il messaggio da inviare;
  • rileggere e controllare il messaggio prima di spedirlo, così da evitare invii successivi con correzoni e ulteriori scambi di messaggi;
  • se non necessario, evitare di mettere in copia più persone;
  • evitare di mandare e-mail con domande o messaggi non conlusivi, spesso una telefonata è più efficace e inquina meno.

Le informazioni, come sotiene Brix Smart Research, sono la ricchezza del terzo millennio e il nostro invito è quello di imparare a raccogliere e condividere questi dati al meglio. Attraverso i nostri servizi la raccolta dati è veloce e alla portata di tutte le tasche, azione che comporta un'apertura maggiore alla cultura e alla diffusione del sapere. Sempre con lo spirito di trasparenza, cerchiamo di consigliare sulle buone pratiche di divulgazione dei dati, continuando a scrivere sul nostro blog e mantenedo rapporti con imprese e istituzioni.

La ricerca è semplice. Come Brix.