Sapevate che gli stati internazionali stanno lavorando da tempo per una parità di genere all’interno del settore affari e industria?

Sapevate che nel settore moda, solo 4 aziende su 230 sono state inserite nel Gender Equality index – Istituto per l’uguaglianza di genere?

Purtroppo il tema delle donne nelle società quotate in borsa non sembra ancora essere una priorità per molti stati e anche in America, continente che ha sempre fatto vanto di innovazione e inclusione, la situazione non è differente.

Tra le aziende appartenenti al settore fashion, solo 4 sono state premiate per le best practice in campo inclusione di genere: Adidas, Gap, Kering e Lululemon.

Il legame politica e industria, se da un lato rafforza e valorizza territori e competenze, dall’altro ancora non riesce a tutelare in diritto di pari opportunità. L’uguaglianza è ancora lontana, eppure, nella nostra stessa penisola se ne parlava già dalla stesura degli articoli due e tre della Costituzione Italiana, che vide la sua stesura nel 1947 e la sua messa in vigore nel 1948.

I dati ricerca questa volta ci mostrano un malessere e un bisogno di uguaglianza a livello globale, non ancora soddisfatto e il Gender Equality Index è solo l’espediente per fare luce su tali bisogni di appartenenza -per citare Maslow-, non ancora soddisfatti.

Per conoscere come l’uguaglianza di genere sia percepita da dipendenti e collaboratori della tua azienda, ente o associazione oggi è possibile chiedere aiuto a Satisfaction Set, modulo di ricerca che permette di valutare e misurare il loro livello di soddisfazione e le aree di miglioramento, sempre in relazione alle loro percezioni e desideri. Tale ricerca mira a evidenziare quali siano i possibili miglioramenti per soddisfare le loro esigenze.

Per informazioni sui servizi di ricerca “Brix Smart Research” o per la condivisone dei progetti innovativi messi in atto da attività di ricerca, è sufficiente inviare una e-mail a info@brix-research.com; uno staff di ricercatori sarà a disposizione per la risoluzione delle vostre necessità o provvederà alla divulgazione delle “buone pratiche di ricerca” che avete avuto cura di segnalarci.

Articolo a cura di Fabiana Ielacqua – redazione Brix Smart Research