“A confronto con le questioni di sicurezza nazionale, la risposta alle minacce alla vita e alla sopravvivenza degli individui spesso viene considerata meno urgente. La mancanza di questa sicurezza di base ha un impatto non solo su chi soffre a causa della povertà o di disuguaglianze, ma anche sulle tante persone costrette ad abbandonare le loro case per cercare rifugio dai conflitti armati o dai disastri. In tal senso, alla base di un multilateralismo centrato sulle persone deve esserci l’impegno di costruire un mondo in cui tutte le persone possano sentirsi veramente sicure e possano nutrire speranza per il futuro.” Questo estratto della “Proposta di pace 2019” di Daisaku Ikeda, leader dell’SGI – Soka Gakkai Internazionale, è a nostro avviso il testo maggiormente rappresentativo della tematiche che abbiamo deciso di affrontare.

Il singolo individuo è parte di un macro e micro-cosmo ed ha la possibilità di influenzare l’ambiente mediante la scelta di adottare e/o proporre azioni virtuose. Tale consapevolezza è sempre più evidente nelle grandi città industriali, come nei piccoli centri produttivi dislocati nella penisola. Milano si sta confermando “metropoli dal design universale”, dove oltre al profitto, le aziende presenti nel territorio stanno prestando grande attenzione al benessere della collettività.

L’evidenza fisica – ovvero la prova documentaria di tale tesi - è il grande evento ospitato nella città meneghina a fine maggio: ”Design Universale: inclusione, giustizia, apertura”, promosso dall’Università Milano-Bicocca.

La diversità umana, patrimonio di ricchezza inestimabile in ambito della crescita e delle relazioni personali e interpersonali, diventa fulcro per lo sviluppo di business consapevoli e inclusivi. Esempio di progetti che sono nati da un approccio partecipativo e universale sono il Padiglione Infanzia, in corso di realizzazione nel quartiere Garibaldi-Repubblica a Milano, il progetto PASS – Polo Assistenza Servizi Solidali, gemellato con l’Ospedale Bellaria di Bologna e Inclusive Mindset, realtà aziendale che promuove strategie innovative al servizio dell’occupabilità per persone che appartengono a categorie svantaggiate.

Sono in aumento le Business Company che stanno attuando attività di co-branding con realtà specializzate e attente allo sviluppo di progetti legati all’inclusione; oltre ai poli sanitari precedentemente citati, segnaliamo Adecco, Linkedin e Croce Rossa Italiana. Queste organizzazioni si sono distinte per aver prestato attenzione ad un business etico e virtuoso, capace di rispettare norme e leggi. A livello giuridico segnaliamo che la legge 68 garantisce il diritto al lavoro per disabili e per le persone appartenenti alle categorie protette e pertanto tale pratica non dovrebbe essere più considerata un “favore”.

Altro fattore che ci ricorda quanto questa “strada” sia fertile e quanto sia “battuta” da diverse realtà, è il REI, Reddito di inclusione, misura nazionale di contrasto alla povertà. Sul sito INPS è possibile conoscerne i dettagli.

Quante sono le persone con disabilità?

I dati Jobmetoo ci comunicano che il numero si aggira attorno al 6,7% della popolazione mondiale, pari a più di un miliardo di persone e solo in Italia se ne stimano oltre 4 milioni. 

Chi sono e cosa fanno le persone con disabilità? I numeri dicono che ci sono 180.000 alunni con disabilità nella scuola statale italiana con più di 30.000 studenti universitari. In Italia solo 1 persona con disabilità su 4 lavora, nonostante le agevolazioni fiscali e l'obbligo imposto dalla legge 68/99 rivolte alle aziende. Nel tempo libero, invece, le persone con disabilità viaggiano come tutti: si calcola che l’indotto dell’industria del turismo su questo specifico target sia di circa 800 miliardi di Euro a livello europeo.

Le persone con disabilità fanno sport con 60.000 tesserati in Italia alle varie discipline sportive, di cui più di 12.000 riconosciuti dal Comitato Italiano Paralimpico.

Convinti che le persone con disabilità possano essere protagonisti di tutti i settori sociali ed economici, lanciamo l’invito a metterci in gioco al 100%, provando a portare all’interno delle nostre aziende e comunità, soluzioni innovative e virtuose su tale tematica.

Mediante il modulo ricerca Value Supply di Brix Smart Research è possibile far scoprire alle aziende cosa possa incrinare la fedeltà dei clienti e pertanto ogni vision o azione innovativa potrà essere monitorata e confezionata ad hoc, in modo da arrivare a garantire il grado massimo di soddisfacimento per gli acquirenti stessi. Tale studio è applicabile anche ai dipendenti e agli stessi imprenditori.

Per chi fosse interessato ad ottenere informazioni dirette dagli esperti Brix, è possibile scrivere al seguente indirizzo e-mail: info@brix-research.com

 

Articolo a cura di Fabiana Ielacqua – redazione Brix Smart Research